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Ricomincio da me… ma soprattutto da voi!

 

Buongiorno a tutti! È tanto tempo che non mi dedico al blog! Oggi ho scelto di ricominciare e di essere più costante, parlando di qualcosa che mi tocca molto, in questi ultimi due giorni, ma soprattutto nei miei ultimi 20 anni! Voglio parlare di tutti quegli artisti che come me hanno collezionato tanti insuccessi! Non posso parlare a nome di tutti ovviamente ma vi parlerò di me e di come mi sento rispetto all’insuccesso.  Il significato di questa parola, nei luoghi comuni, è legato molto alla vita lavorativa e quindi al guadagno economico, ma riguarda anche l’insuccesso interiore e di quella sensazione sgradevole che a volte emerge …prorompente e spesso scoraggiante,  un senso di inadeguatezza! Non è facile parlare di questo…perché tocca una corda sensibile della vita di ogni artista.

Andiamo per un attimo oltre tutte le questioni discutibili sulle possibilità che offre il nostro paese o che il lavoro artistico non è abbastanza tutelato e valorizzato, bla bla bla…ne siamo tutti consapevoli! Vorrei far notare più che altro una domanda…che io mi sono fatta tante volte. Perché il mio lavoro da artista lo ritengo poco utile al resto del mondo?

Pensate alla scena classica quando conoscete una persona nuova;

Cosa fai nella vita?
Sono un’artista!
Ah che bello…e di lavoro?
(istante di silenzio imbarazzante in cui tu sorridi come un’automa o fai finta che ti sia entrata un’ape nella maglietta, o fai la vaga e schivi abilmente, cambiando discorso).

Si perché di lavoro si parla, di anni di studio, impegno, esercizio, esperienza, fatica, sacrifici e non in ultimo passione e dedizione. Per me essere e lavorare come artista è sempre stato soprattutto una questione di necessità…ecco non è la necessità di diventare ricca e ricoprirmi di soldi, ma una necessità personale, profonda, una spinta più forte di qualsiasi altra cosa.
E qui arriva il nodo difficile da sciogliere…per me pensare di essere un artista e di lavorare come tale, con l’obbiettivo di guadagnare del denaro è complicato e faticoso…perché tutti gli artisti sanno bene che la concretezza del denaro si sposa poco con la concretezza dell’espressione artistica…perché il più delle volte non coincidono i tempi, tra la vena creativa e “il fare” da industria.

A volte siamo spinti a progettare qualcosa di utile, semplicemente perché altrimenti non guadagniamo abbastanza per vivere! Oppure svalutiamo il nostro lavoro creativo perché sappiamo che se dovessimo far pagare un’illustrazione per quello che vale davvero, se la comprerebbero poche persone. Ok siamo in un momento storico in cui il consumo insensato regna sovrano…ma allora perché tanti artisti hanno successo e tanti altri no?!

Non credo abbia a che fare con l’essere o non essere bravi!!!
Una persona a me cara mi ha fatto notare che forse gli insuccessi sono legati al significato che io do “all’utilità” e non a quanto faccio pagare una mia opera artistica! Questo mi ha fatto riflettere su quanto ci facciamo condizionare dal significato di “utilità” per il resto del pianeta.

Questa persona mi ha detto anche: ” È utile a te prima di tutto, te ne devi fregare dell’utilità per gli altri…non perché è poco importante fare qualcosa di buono per il mondo, ma perché prima di tutto, se non rende felice te, quella felicità non arriverà mai a contagiare il resto del mondo! L’utilità della bellezza è sottovalutata, l’utilità di guardare ogni giorno un quadro che amiamo sulla parete della nostra casa esiste, è concreta…le emozioni legate al bere le immagini che ci piacciono con gli occhi, possono essere guaritrici per lo spirito, non meno di una medicina. E parlo solo di opere artistiche a scopo decorativo…l’arte è una forma di terapia potente!

Ora, io e forse anche voi diremmo: ” Certo, però con un paio di schizzi e pennellate di colore non posso mica abolire la bomba atomica o salvare milioni di animali da atroci sofferenze!”

È la prima cosa che mi è venuta da dire, ma un attimo dopo ho pensato: ” e se per caso in uno schiocco di dita, scomparissero tutti gli artisti dal mondo? cosa rimarrebbe? cosa succederebbe? Ve lo assicuro, ho immaginato una vera catastrofe!!! Credo che gli esseri umani senza l’arte non sarebbero più umani, non esisterebbe l’ispirazione e ancora peggio, non esisterebbe la “meraviglia”…i momenti di pausa dalla realtà, l’immaginazione, i bimbi felici, le favole, il romanticismo, le idee creative, le persone stravaganti e simpatiche….insomma un di-sa-stro.

Quindi essere consapevoli che ESSERE artisti e LAVORARE come artisti è incredibilmente utile all’umanità per continuare ad essere umani, mi fa fare un enorme respiro di sollievo, un respiro che risponde a tanti insuccessi e tanti momenti scoraggianti! Per questo il mio augurio per me e per tutti gli artisti è: “siate consapevoli di essere utilissimi al mondo, anche se si fa fatica a guadagnare abbastanza, anche se spesso il nostro lavoro non viene visto come “lavoro” da altre persone! Fregatevene e ringraziatevi almeno una volta al giorno per l’impegno che mettete per vivere e aiutare a vivere.

Ci sarà sempre qualcuno che la penserà diversamente, ma io ve lo dico forte e chiaro, SIAMO UTILISSIMI!!!!

Questo breve post ne introduce un altro, che scriverò nei prossimi giorni…perché…udite udite!!!! Ho dato un nome al mio lavoro creativo.

Vi tocca seguirmi se volete scoprire qual è!!! Prometto che vi farò aspettare pochissimo, sto ancora simpatizzando con il mio “nuovo nome”.

Ciaooooooooo

Foto in copertina: Federica Lissoni
Illustrazioni: Valentina Crisante