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TRAMA, TESSUTO…di che cosa siamo fatti?

” Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”…scriveva Shakespeare nella “La Tempesta”.

Poetico, stupendo, ogni volta che penso a questa frase, penso a me bambina…non volevo mai farmi troppe domande…”facevo” e basta. Poi crescendo è arrivato, anzi sono arrivati i giorni in cui mi sono fatta troppe domande…e lì, ho mollato, più volte, ripetutamente, molto convinta anche. Del resto anche se siamo fatti di sogni, indiscutibilmente siamo umani…apparte qualche strano individuo, che devo ancora studiare.
Ma…mi posso vantare di una cosa…da tanti anni ho una graaaaaandissima e impagabile ricchezza; La meditazione…già…ho scoperto di essere un buddha, di essere un sogno, di essere una ma due, sono trama, sono tessuto, sono coscienza profonda, sono linea. E da qui parte il mio post di oggi. Qualche giorno fa, dopo innumerevoli giorni di grandissime rotture e sgretolamenti degli angusti angoli delle parti basse dell’apparato riproduttivo, (ormai sono creativa per non essere volgare e camionista, come al solito) ho avuto un’illuminazione!!!! Si, come quando vedette i fumetti con una lampadina accesa sopra la testa. Ho cominciato a sentirmi strana, piacevolmente deframmentata e ricostruita in un altro spazio, in un altro luogo…ma in realtà…era la realtà…quella cosa strana che viviamo e percepiamo ogni giorno, che sentiamo, che tocchiamo, dove ridiamo e ci incazziamo anche! La “mia” realtà è che siamo fatti di linee…voi direte: bella scoperta…che me ne faccio? Non so cosa potrete farvene voi, ma a me è servita. Mentre guidavo per andare a lavoro, guardavo tutto l’ambiente che mi circondava e che si muoveva e che cambiava…vedevo linee, curve che si contorcevano, che si allungavano, che aspettavano un attimo o acceleravano per poi continuare su altre linee…tutto collegato. Dalle rughe di un passante che diventavano le ruote di una bici, che diventavano fili d’erba sul ciglio della strada, che diventavano palazzi, che diventavano automobili che giravano per fare le rotonde, che diventavano semafori, che diventavano gli angoli della bocca di una bimba che sorrideva, che diventavano i passi di un cane, che diventavano tutto…senza separazione, una continuità disarmante. Si era disarmante e bellissimo, perché mi sentivo parte di tutto, anche del più piccolo granello di terra presente. La mia riflessione è stata breve…mi sentivo bene…a ritmo con l’universo. Non m’interessavano più, gli sgretolamenti che ho citato prima. Non m’interessava che gli eventi potessero cambiare da un momento all’altro, perché io con le mie linee, collegate a tutto, posso influenzarli e decidere cosa voglio essere, come voglio sentirmi, cosa voglio fare. La parte più affascinante di questa lampadina è che le mie linee possono essere utili…se siamo fatti di tutto quello che ci circonda, possiamo anche influenzare la vita degli altri, arricchirla e soprattutto sostenerla, quando le linee di qualcuno diventano nodi complessi da sbrogliare da soli! Essere da soli può essere una liberazione, ma spesso è anche tanto difficile.
Allora, come la pancia mi dice da sempre, io disegno e tutto quello che sento lo realizzo con il segno, con le linee, con i colori.

Ascolto le “Pleiadi” di Vinicio Capossela e comincio…

le pleiadi copia

Poi le linee mi portano qui…in uno spazio senza confini, dove c’è musica, pergamene, uccelli, draghi, scale, visi, finestre, catene, ragnatele, ragni, furgoni, montagne, palazzi, balene, cavalli, ballerine, occhi, mattoni…e tutto quello che volete vederci voi!!!

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E ritorno sempre al ricordo più bello della mia vita…quando mi sono innamorata dei cani…le linee di questo amore non si sono allontanate mai, neanche per un istante. Questo animali eccezionali sono linea pura, colmi di tutte le virtù possibili…la mia gratitudine per loro è infinita.

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In ultimo, almeno per oggi, penso ai mostri, in qualunque modo si possano intendere… loro sono i miei aiutanti, i miei guardiani, la mia ironia, il mio fuoco, il mio stupore…

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E per non chiudere nessuna linea, vi saluto…vediamo nel prossimo post se sarò diventata un’astronauta o un pilota di mongolfiere…(ma esiste?)

Valentina